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Mercoledì XII settimana del Tempo Ordinario Anno A

Mercoledì della XII settimana del Tempo Ordinario Anno A
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 7,15-20)
Guardatevi dai falsi profeti vengono in veste di pecore, sono lupi rapaci.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Matteo. (Mt 7,15-20)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete.
Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Un albero buono non può produrre frutti cattivi
Dio è la verità. Dio, che è la verità, è tutto in Cristo Gesù. Cristo Gesù è la verità piena, perfetta, divina e umana di Dio, nello Spirito Santo, che è lo Spirito della verità. L’uomo è stato creato ad immagine della verità di Dio. Vive se rimane in questa verità, che lui deve accogliere con la volontà e con la sapienza e intelligenza di cui è stato arricchito da Dio deve trasformarla in sua vita. Attinge la verità da Dio, il quale gliela comunica attraverso la sua Parola, che è purissima verità, la trasforma in suo corpo e in suo sangue, in sua storia quotidiana, vive. Se si distacca dalla Parola, muore.
Dio però non comunica la sua Parola direttamente ad ogni uomo, la comunica attraverso i suoi profeti, i suoi messaggeri, persone incaricate da Lui a trasmettere la sua Parola ad ogni sua creatura. Chi vive in Dio, vive di Parola di Dio, comunica la Parola di Dio. Chi non vive in Dio, non vive di Parola di Dio, mai potrà comunicare, trasmettere la Parola di Dio. Costui trasmetterà una sua propria parola, non certamente la Parola di Dio. Per farsi accreditare in modo che alla sua parola si dia vera accoglienza di fede, costui dirà che la sua è Parola di Dio. Lo dice, ma inganna. Lo attesta il fatto che lui non vive di Parola di Dio, la Parola di Dio non conosce.
Gesù sa quanto danno produce una parola non di Dio fatta passare come Parola di Dio. Invita i suoi discepoli a porre ogni attenzione. Essi non devono ascoltare la parola, devono osservare la vita di coloro che si annunziano come veri profeti del Signore. Osservando la vita, noteranno che vi è una perenne contraddizione tra ciò che essi dicono e ciò che fanno. Le loro opere non sono il frutto della vera Parola di Dio, sono invece il frutto della loro carne, delle loro passioni, dei loro peccati.
La parola della vera profezia è sempre attestata, garantita dalla vita ricca di frutti di ogni bontà, mansuetudine, pazienza, carità, magnanimità, umiltà, grande gratuità. La vera profezia è nella più grande libertà dalle cose di questo mondo. Il vero profeta mai guadagnerà un qualcosa dalla sua missione. Gesù vero profeta del Dio vivente è nato nella più grande povertà ed è morto nudo su una croce. Nulla ha ricevuto da questo mondo. Tutto invece Lui ha donato al mondo. Gli ha fatto dono finanche del suo corpo e del suo sangue come vero nutrimento e bevanda di vita eterna.
Gesù dona ai suoi discepoli una regola infallibile. La Parola vera oltre che dono di Dio è anche il frutto della vita vera della persona. La vita vera attesta per la sua parola vera. La vita è vera se intessuta di frutti dello Spirito. Poiché l’albero è buono, sempre produrrà parole buone. Sempre dirà parole che sono dalla verità di Dio, indipendentemente se vengono o non vengono direttamente da Dio, sempre però provengono dalla sua natura vera che non può produrre se non frutti veri. La parola vera è sempre il frutto di una persona vera. L’albero è buono e il frutto è anche buono.
Non si guarda prima l’albero e poi si dice che il frutto è buono. Sempre invece si deve partire dal frutto. Si prende il frutto, se esso è buono l’albero e buono. Se il frutto è cattivo, l’albero è cattivo. Poiché l’albero del falso profeta non produce solo parole, ma ogni altro frutto, osservando i suoi frutti, è facile comprendere che ci si trova dinanzi ad un albero guasto, malato, non buono. La sua parola è anch’essa guasta, malata, non buona. Questa regola di Gesù è infallibile. Perché allora molti si lasciano ingannare, fuorviare, raggirare? Perché Dio vuole che l’uomo metta sempre in atto sapienza e intelligenza. Vuole che sempre l’uomo creda nella sua Parola. Chi non crede nella Parola di Dio, sempre si lascerà ingannare. Anche lui è albero cattivo con frutti cattivi.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci alberi buoni.

Mercoledì XII settimana del Tempo Ordinario Anno Aultima modifica: 2017-06-27T22:04:22+02:00da angela1845
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