Lc 9,57.69   Il FIGLIO DELL’UOMO NON HA DOVE POSARE IL CAPO

Mercoledì Della XXVI Settimana del Tempo Ordinario Anno C

Ti seguirò Signore dovunque tu vada.
Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca. (Lc 9,57.69)

Mentre camminavano per la strada, un tale disse a Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio». Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Tu invece va’ e annuncia il regno di Dio
Gesù non scrive un trattato sulle esigenze della sequela. In tre piccolissime frasi racchiude tutti i volumi
che si sono scritti o si scriveranno sul missionario del Vangelo e sulla sua missione di salvezza. Gesù vuole dei missionari interamente dipendenti dal Padre, consegnati nelle sue mani, liberi da ogni legame con la terra, distaccati da tutte le convenienze e abitudini degli uomini. Queste condizioni devono stare insieme. Se una sola manca, la missione mai potrà essere vissuta secondo verità.
Tre uomini oggi si incontrano con Gesù. Due di essi si propongono loro per la sequela. Un terzo viene chiamato direttamente da Cristo Signore. Il primo si presenta con idee chiare sulla sequela: “Ti seguirò dovunque tu vada”. Lui è disposto a seguire il Maestro. Non conosce però come vive il Maestro. Lui è interamente dipendente dal Padre. Niente viene dal suo cuore, niente dalla sua volontà, niente dalle esigenze del suo corpo, niente dai suoi desideri, niente dalla sua fatica, niente dalla sua stanchezza. Il Padre è il suo Signore in tutto, sempre, in ogni momento. Lui ha un solo nutrimento da prendere: “Mio cibo è fare la volontà del Padre e compiere le sue opere”. Lui è infinitamente meno che gli uccelli del cielo e delle volpi. Questi hanno una certa sicurezza umana, un nido e una tana. Lui non sa dove posare il capo. Sicurezza del missionario è il Padre. È Lui il suo presente e il suo futuro. Può seguire Gesù chi sceglie il Padre come suo presente e suo futuro, come il suo tutto.
Il secondo è Gesù stesso che lo invita alla sequela. Costui ha però una esigenza familiare. Non può consegnarsi a Gesù per ora perché deve attendere che il padre prima muoia. Poi potrà seguire Gesù. Prima gli obblighi familiari e poi il servizio al Vangelo. Gesù ribalta le priorità. Il servizio al Vangelo è il primo obbligo. Tutti possono dare sepoltura ad un morto. Pochi invece possono portare in vita un uomo. Pochi lo potranno far risorge alla vita divina. L’annunzio del Vangelo non deve soggiacere a nessuna esigenza della terra. Per un chiamato da Gesù Signore il dono del Vangelo agli uomini è tutto. Altro non deve esistere. Niente è obbligo per lui. Anche questa libertà Gesù chiede ai suoi discepoli.
Il terzo, come il primo, è lui che si propone a Gesù. Vuole seguire, ma prima vi è una convenienza umana da rispettare. Lui si deve congedare da quelli di casa sua. Anche in questo altro caso Gesù è fermo, risoluto, chiaro. Non si deve perdere tempo nelle convenienze umane, che spesso sono infinite. Ne spunta una al giorno. Mai potrà essere a servizio del Vangelo chi insegue queste cose. La libertà del missionario deve essere piena, da tutto, da tutti, per il presente e per il futuro. Per lui deve esistere solo il Vangelo. Altre cose rallentano, ostacolano, impediscono il cammino della Parola. Privano l’uomo della cosa essenziale. Gli negano la vera salvezza.
Chi ha deciso di andare dietro Gesù mai dovrà inseguire se stesso. Mai cullare sogni e aspirazioni. Mai coltivare interessi personali. Mai cercare un qualche successo umano. Mai aspirare ad una gloria terrena. Mai fomentare intrallazzi per avere questo o quell’altro posto, questa o quell’altra carica. Lui appartiene al Vangelo, non più a se stesso. Lui è della Parola e di nessun altro. Lui è di Dio, non più del padre e della madre. Lui si è spogliato di se stesso, per rivestirsi di sola divina volontà.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, aiutateci a servire il Vangelo.

Mercoledì Della XXVI Settimana del Tempo Ordinario Anno Cultima modifica: 2016-09-29T17:14:02+02:00da angela1845
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