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20 APRILE 2019 SABATO SANTO ANNO C

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Oggi è il Sabato Santo, un giorno che si differenzia notevolmente da tutti gli altri per la drammatica vicenda che vede Gesù morto e il silenzio che riesce pure a fare rumore. Un silenzio assordante vige in tutta Gerusalemme, Colui che era la Parola e che aveva parlato per tre anni in tutta la Palestina, adesso tace umanamente e rimane nel Sepolcro.
Il suo silenzio spaventa più degli insegnamenti, i suoi seguaci sono smarriti e i suoi nemici tremolanti perché non sanno cosa potrebbe avvenire. Risorgerà veramente come aveva promesso? Il suo Corpo si decomporrà?
Allora i furbi… del tempio, mettono delle guardie davanti al Sepolcro, perché Gesù potrebbe svegliarsi… però troverebbe sia la grossa pietra che blocca l’uscita sia le guardie pronte ad arrestarlo nuovamente. Allo stesso tempo nessuno può trafugare il suo Corpo. Le comiche dei perfidi, la malizia dei corrotti. Così agiscono i cattivi.
Ogni persona onesta, con un filo di logica, con una veduta oggettiva, avrebbe dovuto porsi come minimo il dubbio sulla morte di Gesù, perché se Lui aveva risuscitato persone morte anche da quattro giorni, adesso non può fare nulla per sé? Se prima era riuscito a dominare la morte e a ridare la vita ai defunti, oggi non può il suo Spirito agire in Lui?
Erano convinti che con la sua morte il Corpo chiuso nel Sepolcro non avrebbe più potuto agire. E lo Spirito?
Non c’è dubbio sulla morte fisica di Gesù e sul dolore lancinante di una Madre, così intenso e pungente come mai tutte le mamme del mondo messe insieme potranno provare, ma è davvero la fine di Gesù deposto nel Sepolcro?
Gesù ha conosciuto la morte come tutti gli uomini e li ha raggiunti con la sua Anima nella dimora dei morti. Negli inferi.
In quel Sepolcro che il ricco Giuseppe d’Arimatea ha messo a disposizione e che ha visto il prodigarsi delle persone innamorate del Signore, pulirlo e ungerlo, rimarrà un Corpo Innocente e si decomporrà come quello degli uomini?
Il Sabato Santo per noi cristiani è il giorno della contemplazione e del silenzio, non siamo veri seguaci di Gesù se lo trascorriamo come un giorno qualsiasi, se facciamo le stesse cose di sempre. Il nostro culto celebra il mistero della discesa agli inferi del Signore Gesù dopo la sua morte, avvenuta il Venerdì Santo alle tre del pomeriggio.
Gesù discese dopo la sua morte agli inferi con la sua Divinità e con la sua Anima umana, ma non con il suo Corpo, rimasto incorrotto per azione dello Spirito Santo e che riposava nella tomba. Gesù vi è disceso come Dio per liberare gli spiriti che vi si trovavano prigionieri aprendo loro il Paradiso.
La discesa agli inferi di Gesù può non essere compresa per la mancata conoscenza del significato. Leggiamo dal Catechismo della Chiesa:
«La Scrittura chiama inferi, Shéol il soggiorno dei morti dove Cristo morto è disceso, perché quelli che vi si trovano sono privati della visione di Dio. Tale infatti è, nell’attesa del Redentore, la sorte di tutti i morti, cattivi o giusti; il che non vuol dire che la loro sorte sia identica, come dimostra Gesù nella parabola del povero Lazzaro accolto nel “seno di Abramo”.
Furono appunto le anime di questi giusti in attesa del Cristo a essere liberate da Gesù.
Tutti quelli che si trovavano negli inferi erano privati della visione di Dio per l’attesa del redentore, quindi fu necessario liberare i giusti con la sua presenza. L’attesa del Redentore era la sorte di tutti i morti, cattivi o giusti. Ma con la discesa agli inferi Gesù ottiene la vittoria definitiva sulla morte e sul diavolo.
Compiuta questa missione Gesù si ricongiunge con il suo Corpo nel Sepolcro, non si può stabilire l’ora ma il dato del Vangelo ci dice che le donne recatisi di buon mattino trovarono la pietra rotolata e il Sepolcro vuoto. La missione Divina compiuta da Gesù costituisce il mistero della Resurrezione, è il centro della nostra Fede, perché se Gesù Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la nostra Fede.
In questo Sabato Santo dobbiamo rimanere come mai prima accanto alla Madre Addolorata, consolarla con i nostri atti di amore, mostrarle che siamo suoi figli ancora di più in queste ore in cui Ella non vede il Figlio di Sangue perché chiuso nel Sepolcro.
In queste ore la Madre rivede nella mente le immagini che mai avrebbe voluto vedere, ma le profezie annunciavano che avrebbero ridotto a brandelli il Messia e Lei già conosceva la condizione ultima del Figlio diletto. Se una madre con un piccolo cuore e corrotto, il più delle volte riesce ad amare fino allo sfinimento il proprio figlio, quale amore avrà avuto la Madonna verso Gesù?
Un amore che sfiora l’infinito, impossibile immaginarlo perché per comprenderlo dovremmo essere noi la Madonna!
Nella Messa di questa sera concentriamoci sulla Passione e Resurrezione del Signore. Da queste disposizioni interiori raccoglieremo moltissima Grazia, pochissima o nulla. Non curiamoci solo del cibo che perisce, ci sono centinaia di giorni per mangiare quello che vogliamo, dedichiamo maggiore tempo alla preghiera interiore e alla meditazione degli avvenimenti di Gesù.
Lo scrivo per il nostro bene, perché possiamo incontrare il Cristo Risorto che trasforma la nostra vita.

20 APRILE 2019 SABATO SANTO ANNO Cultima modifica: 2019-04-20T16:14:46+02:00da angelaurgese20
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