Lc 9,43-45   il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato

Sabato Della XXV Settimana del Tempo Ordinario Anno C

Gesù annuncia ai Suoi discepoli la Sua Passione.
Essi però non capivano.

TESTO:-
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,43-45)
In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento. Parola del Signore.

RIFLESSIONI

Essi però non capivano queste parole
Nessuno può comprendere le cose di Dio e neanche quelle della terra, se il Signore non lo riempie di sapienza, saggezza, intelligenza. Per avere questi santissimi doni divini è necessario che noi eleviamo al Signore una preghiera incessante, ininterrotta. Non appena abbiamo ricevuto la sapienza, di nuovo essa va richiesta senza mai smettere. Salomone la chiese, poi non la chiese più e fu la sua rovina. Si perdette nella sua stoltezza. Divenne idolatra. Lui innalzò la preghiera una sola volta.
Sapendo che non avrei ottenuto la sapienza in altro modo, se Dio non me l’avesse concessa – ed è già segno di saggezza sapere da chi viene tale dono -, mi rivolsi al Signore e lo pregai, dicendo con tutto il mio cuore: «Dio dei padri e Signore della misericordia, che tutto hai creato con la tua parola, e con la tua sapienza hai formato l’uomo perché dominasse sulle creature che tu hai fatto, e governasse il mondo con santità e giustizia ed esercitasse il giudizio con animo retto, dammi la sapienza, che siede accanto a te in trono, e non mi escludere dal numero dei tuoi figli, perché io sono tuo schiavo e figlio della tua schiava, uomo debole e dalla vita breve, incapace di comprendere la giustizia e le leggi. Se qualcuno fra gli uomini fosse perfetto, privo della sapienza che viene da te, sarebbe stimato un nulla. Tu mi hai prescelto come re del tuo popolo e giudice dei tuoi figli e delle tue figlie; mi hai detto di costruirti un tempio sul tuo santo monte, un altare nella città della tua dimora, immagine della tenda santa che ti eri preparata fin da principio.
Con te è la sapienza che conosce le tue opere, che era presente quando creavi il mondo; lei sa quel che piace ai tuoi occhi e ciò che è conforme ai tuoi decreti. Inviala dai cieli santi, mandala dal tuo trono glorioso, perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica e io sappia ciò che ti è gradito. Ella infatti tutto conosce e tutto comprende: mi guiderà con prudenza nelle mie azioni e mi proteggerà con la sua gloria. Così le mie opere ti saranno gradite; io giudicherò con giustizia il tuo popolo e sarò degno del trono di mio padre. Quale uomo può conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare che cosa vuole il Signore? I ragionamenti dei mortali sono timidi e incerte le nostre riflessioni, perché un corpo corruttibile appesantisce l’anima e la tenda d’argilla opprime una mente piena di preoccupazioni. A stento immaginiamo le cose della terra, scopriamo con fatica quelle a portata di mano; ma chi ha investigato le cose del cielo? Chi avrebbe conosciuto il tuo volere, se tu non gli avessi dato la sapienza e dall’alto non gli avessi inviato il tuo santo spirito? Così vennero raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra; gli uomini furono istruiti in ciò che ti è gradito e furono salvati per mezzo della sapienza» (Sap 8,21-9,18).
Chi vuole conoscere il mistero di Cristo Gesù, nel quale è racchiuso tutto il mistero di Dio e dell’uomo, del tempo e dell’eternità, non pensi che gli basti la vicinanza con Gesù Signore. La vicinanza fa vedere, non fa comprendere. Anche se si vede non si comprende. La visione e le parole, i miracoli e i fatti sono di Gesù, la comprensione è sempre frutto dello Spirito Santo. È un suo dono da chiedere senza interruzione. Chi vuole comprendere Dio e l’uomo deve avere gli occhi fissi su Gesù e il cuore piantato nello Spirito Santo. Avendo noi tolto Cristo dai nostri occhi e lo Spirito di Dio dal nostro cuore, mai conosceremo chi è Dio e mai chi è l’uomo. Ogni non vera conoscenza di Dio si trasforma in non vera conoscenza dell’uomo. La negazione di Dio diviene negazione dell’uomo. L’idolatria è vero cannibalismo spirituale.
Gli Apostoli non comprendono. Non possono comprendere. Vedono, manca loro l’intelligenza per capire. Sono ancora privi dello Spirito Santo. È Lui la sola, eterna, perenne comprensione del mistero di Cristo Gesù. Anche quando lo Spirito del Signore si sarà posato su di essi, loro non devono cadere nell’errore di Salomone, pensando che esso basti. Questo errore possono anche commetterlo Vescovi, Presbiteri, Diaconi, Cresimati. Lo Spirito va ravvivato giorno dopo giorno, chiesto in ogni istante.
Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, aiutateci a ravvivare lo Spirito.

Sabato Della XXV Settimana del Tempo Ordinario Anno Cultima modifica: 2016-09-20T00:17:42+00:00da angela1845
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